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Olio & Salute

| Curiosità
E Consigli Per Un Ottima Frittura |
Non è la cottura ideale sotto il profilo nutritivo,
ma è sicuramente tra quelle che garantiscono i risultati
più gradevoli. Parliamo della frittura, aborrita dai
salutisti e adorata dai buongustai. In questi ultimi anni,
le tecniche gastronomiche si sono evolute, grazie anche all'apporto
di scienze come la chimica e la fisica, che hanno permesso
di chiarire i meccanismi di cottura e di individuare criteri
efficaci per coniugare il piacere del palato con l'esigenza
di salute.
Come mai i fritti
possono far male? |
I grassi, con il riscaldamento, subiscono
delle profonde modificazioni. Per effetto del calore
elevato si formano composti ad alto peso molecolare
(polimeri) non digeribili, nonché alcuni prodotti
nocivi per l'organismo (alcoli, aldeidi). Oltre una
certa temperatura, chiamata punto di fumo, i grassi
si decompongono nei loro costituenti fondamentali. A
questo punto si forma una sostanza acre e irritante
(acroleina) che si volatilizza in un fumo dall'odore
sgradevole, mentre a contatto col cibo rimangono acidi
grassi liberi, sostanze delle quali è accertata
la nocività. |
Cambiare spesso
i grassi di frittura |
Anche alle temperature
moderate, una certa decomposizione avviene inevitabilmente,
così che, utilizzando più volte lo stesso
olio, esso si arricchisce sempre più di acidi
grassi liberi. Friggendo in padella, l'olio va cambiato
ogni volta; con le friggitrici, invece, non è
conveniente cambiare l'olio a ogni frittura, ma è
importante usarlo in maniera corretta: non deve mai
fumare e il rabbocco (cioè l'aggiunta di olio
fresco a quello già utilizzato per friggere)
non va ripetuto per troppe volte perché, comunque,
l'olio nuovo, mischiato con il vecchio già in
via di ossidazione, si ossida a sua volta per il semplice
contatto. |

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Il controllo
della temperatura |
Le moderne friggitrici sono dotate di termostati
che mantengono la temperatura al giusto livello durante
la cottura; chi, invece, utilizza la padella può
usare gli appositi termometri. In alternativa, può
ricorrere a un metodo empirico, ma abbastanza affidabile:
la giusta temperatura è raggiunta quando, immergendo
uno stecchino di legno nel grasso caldo, compaiono
attorno a esso delle bollicine con leggero sfrigolio.
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La temperatura
ideale |
Il calore non deve mai essere tale da raggiungere
il punto di fumo e la temperatura dell'olio deve essere
sempre proporzionale alla consistenza e alle dimensioni
del cibo da cuocere, che deve diventare croccante
in superficie e restare morbido, ma ben cotto, all'interno.
Se un fritto si presenta bruciato all'esterno e crudo
dentro, significa che si è scaldato troppo
il grasso (si produce una disidratazione violenta
dei pezzi che tendono a "sparare"), viceversa,
se il fritto è poco croccante, significa che
il grasso è troppo freddo. Cuocendo a temperatura
troppo bassa, la crosta superficiale stenta a formarsi,
il grasso penetra all'interno e ne risulta un fritto
pesante, molto unto e poco croccante.
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Pezzi piccoli
e olio abbondante |
Per ottenere i migliori risultati, in termini di
gusto e digeribilità, gli alimenti devono essere
sempre portati a temperatura ambiente prima di gettarli
nell'olio; devono essere, inoltre, di piccole dimensioni,
mentre l'olio deve essere abbondante. Al momento dell'immersione
nell'olio caldo, l'intensità del calore va
momentaneamente aumentata, per compensare l'abbassamento
di temperatura causato dall'aggiunta di corpi freddi.
È anche importante non cuocere molti pezzi
alla volta.
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I grassi solidi |
Essendo quelli a maggior contenuto di acidi saturi,
dovrebbero risultare i più adatti per essere
riscaldati. In effetti, lo strutto mostra grande stabilità
al calore; il punto debole è, però,
nella sua scarsa digeribilità e nel suo sapore
deciso, che caratterizza in modo particolare il gusto.
Il burro, invece, costituisce un caso a sé:
nonostante sia d'obbligo per certe preparazioni (per
esempio la costoletta alla milanese), è poco
indicato per friggere in quanto raggiunge il suo punto
di fumo a circa 110°C. Pochi, se si considera
che la temperatura ottimale per friggere sta tra i
160 e i 190°C.
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Come mai i fritti
sono così buoni? |
Semplice: mentre bollendo in acqua si realizza uno
scambio di succhi tra l'alimento e il liquido di cottura,
cuocendo nei grassi questo non avviene. Con la frittura
si raggiungono temperature molto più alte di
quelle dell'acqua bollente, addirittura vicine ai
200°C; il forte calore provoca sulla superficie
degli alimenti delle reazioni di contrazione dei tessuti
(come quelle che si hanno quando si appoggia una bistecca
su una griglia rovente) e di caramellizzazione; si
formano sostanze saporite e una crosticina che impedisce
la fuoriuscita e la dispersione dei succhi nel mezzo
di cottura. Risultato: tutto il sapore rimane concentrato
all'interno del cibo.
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Il leggendario albero
d'ulivo e l'olio hanno accompagnato l'uomo fin
dai tempi più antichi ...
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Oltre che sinonimo
di unto l'olio è anche salute...
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